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  1. Kokusai Aikido Kenshukai Kobayashi Hirokazu Ha (KAKKHH nel seguito) è una scuola nella quale si pratica l’aikido seguendo i principi etici, tecnici e filosofici trasmessi da Kobayashi Hirokazu. I membri fondatori e in particolare il Saiko Shihan sono i testimoni e i garanti di questa trasmissione.
  2. La filiazione Maestro-allievo è una modalità relazionale codificata. Il suo fine è l’iniziazione in senso spirituale e, a questo scopo, prevede la trasmissione di un’etica, di una tecnica e di una filosofia che rispettano e illustrano i valori definiti nel preambolo permettendo così all’allievo di farli propri.
  3. I principali criteri che individuano tale modalità di relazione sono:
    1. alla base della pratica c’è l’Uomo, inteso come indivuduo libero e quindi capace di scegliere.
    2. il destino dell’uomo è di elevarsi culturalmente, eticamente, spiritualmente. Questo non è possibile senza la libertà. In KAKKHH si afferma che non vi puo’ essere identità senza libertà e che ogni persona deve essere vista come perfetta. Il maestro non deve mai avere il desiderio di cambiare l’allievo ma invece deve offrirgli i mezzi per cambiare se stesso. Nessun insegnante deve avere una presunzione su quale sarà il divenire dell’allievo.
    3. Le regole non devono rappresentare un sistema di vincoli che limitano l’evoluzione dell’individuo. Al contrario, esse definiscono una direzione giudicata favorevole per il praticante e il loro fine è di creare dei livelli di coscienza via via più elevati attraverso la pratica, l’applicazione della disciplina, dell’etichetta, del rituale.

 

All’interno di questo quadro il praticante può evolvere rispettando nel contempo gli altri : le nozioni di sempai, kohai e Sensei sono essenziali e impongono a tutti il rispetto delle regole tradizionali riguardanti il posizionamento nelle arti marziali. La pratica deve tendere verso l’integrazione nella realtà del vissuto quotidiano, un principio che è contemporaneamente mezzo e fine e cioè: l’espressione della libertà naturale dello spirito. KAKKHH non deve essere concepita come una federazione di associazioni ma come una scuola che riunisce delle libere associazioni che hanno scelto liberamente di osservare e di ritrasmettere i valori della scuola di KAKKHH. L’impegno a rispettare tali valori costituisce il fondamento identitario della scuola. Essi possono essere espressi attraverso questa massima che riassume l’atteggiamento verso il quale deve tendere ogni praticante: né dominazione, né sottomissione, né compromesso. KAKKHH onora la memoria di Ueshiba Morihei, noto sotto il nome di O Sensei, del quale Kobayashi Soshu è stato discepolo (jikideshi) ed esprime rispetto verso tutti gli altri allievi di O Sensei e verso le scuole di aikido che da essi emanano. KAKKHH considera un valore l’esistenza di una pluralità di scuole di aikido e un segno della libertà da parte di ognuno di poter esprimere e trasmettere ciò che ha appreso. Inoltre KAKKHH rispetta e promuove le altre scuole di arti marziali i cui fini siano compatibili con i propri. KAKKHH rifugge ogni forma di attività razzista e di proselitismo religioso. Essa non ha alcuna pretesa di superiorità verso le altre scuole di aikido. Pur agendo senza discriminazione verso alcuno e nel rispetto del diritto, KAKKHH rivendica l’autenticità e l’originalità del messaggio che essa ha ricevuto, che è definito dai criteri enunciati sopra. KAKKHH sottolinea la propria autonomia sul piano etico, morale, tecnico e decisionale attraverso l’azione delle strutture che la animano: il Consiglio dei Fondatori, il Consiglio di Amministrazione (Comitato Direttore), lo Shihankai, l’Assemblea Generale. Lo Shihankai ha la facoltà di deliberare sulle domande di ammissione, quale che sia la loro provenienenza, e di esercitare una funzione di controllo sul rispetto dei criteri che definiscono l’appartenenza a KAKKHH. E’ buona norma che all’interno di KAKKHH le relazioni tra i membri siano essi persone fisiche o morali siano armoniose. Le relazioni tra i membri devono essere basate sul rispetto reciproco, la sincerità, la benevolenza e nel contempo devono osservare scrupolosamente i principi che regolano i rapporti tra i praticanti di arti marziali: la considerazione del titolo, del grado, dell’anzianità. KAKHH considera uno dei suoi fini il lavorare per la pace nel mondo.